Curriculum Vitae

 

Curriculum Vitae di Graziella Menozzi Gemignani

 

Graziella Menozzi Gemignani, genovese, è laureata con lode in Psicopedagogia e con lode ai corsi istituzionali di Pittura dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, ove si è anche specializzata con lode in Pittura Contemporanea

Allieva di A. Caminati, M.Chianese, A.Gagliano Candela, N.Ottria, L.Santoli, R. Sirotti, P.Terrone e C.Viel,  ha presentato 25 mostre personali a Genova (Assoc. Silvio Sabatelli, Centro d’Arte Liguria, San Donato, Satura, Museo dell’Attore, Galata MuMa) a Nervi (Galleria Villa Gropallo) a Rapallo (La Galleria), a Bologna (Sala Celeste), a Firenze (Fine ArtS Cove) a Pegli (La Saletta) a Recco (Locali Espositivi del Comune), a New York (Galleria RIVAA, Agora Gallery Chelsea), ecc. e ad oltre 120 mostre collettive a Genova (ArteFiera, Palazzo Ducale, Villa Croce, Satura, San Donato, Biblioteca Berio, Le Arie del Tempo, Unimedia Modern, Galleria Garaventa, Telethon Uffici Finanziari, Accademia Ligustica, Centro Civico di Quarto, Centro Civico Buranello, Palazzo della Borsa, Palazzo Ducale Atelier, Palazzo della Borsa Merci di Piazza Banchi, Galleria 44, Teatro Stabile della Corte, ecc), Firenze (Fine ArtS Cove), Alassio (Sala Carletti), Bologna (Galleria Cavour, Sala Celeste), Bolzano (Locali Comunali di Laives), Calcinaia (Pi) (Comune),  Cesano Maderno (World Museum),  Firenze (Fine ArtS Cove), Imola (comune Palazzo Tozzoni), Milano (Mondadori),  Marina di Pietrasanta (Comune e Spazio Fondazione Marta Gierut), Nervi (Castello di Nervi Municipio Levante), Pegli (La Saletta), Prato (Galleria Carlo Livi), Castello di Racconigi, Comune di Torino), Rapallo (La Galleria), Recco (Comune), Sabbioneta (Comune),  San Gimignano (Assoc.Cult. L’Albero Celeste), Santa Margherita (Comune- Villa Durazzo), Savona (Comune-Villa Cambiaso), Terni (Comune), Torino (Il Salotto dell’Arte), Valloria (Comune), Vernio Po (Comune), Volpedo (Comune), Kaunas (Lituania) (M.K.Ciurlonis National Art Museum) ecc.

Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti (Comuni di Genova, Recco, Torino, Valloria, Volpedo, Provincia di Genova, Ospedale  Gaslini e UNICEF).

E’ insegnante di Pittura all’UNITRE di Bogliasco (Genova).

Lavora ad olio, acrilico e a tecnica mista su tavola e su tele, soprattutto di grandi dimensioni, e utilizza  tecniche numerose e differenziate nelle incisioni.

Nella pittura di Graziella Menozzi temi ricorrenti simbolici e motivi di ispirazione sono prevalentemente grandi sedie vuote, archetipi di vita. L’artista, rielaborando i suoi studi psicologici, racconta con le sedie ciò che è rimasto del passato; raffigura ritratti interiori e metaforici; rappresenta stati d’animo, emozioni, problemi, pensieri e tracce di vita; sintetizza testi letterari, poetici e teatrali.

La sedia, sempre tratta da modelli reali, viene manipolata mentalmente ed ha una sua particolare collocazione nello spazio su fondi piatti ed astratti; ne risultano opere concettuali su base formale. Importante è il titolo che guida la lettura del dipinto.

L’artista desidera arrivare a costruire una pittura formale astratta usando forme concrete sintetizzate al massimo a sostegno delle quali sia un forte pensiero astratto, filosofico e simbolico dipingendo ciò che pensa, non ciò che vede.

I colori e lo stile si sono evoluti, fondendo aspetti formali ”Nabis” e  suggestioni ”pop inglesi” e ”concettuali” con spunti intimisti e psicologici. Di grande importanza il titolo che guida la lettura dell’opera..

Hanno scritto di lei J.Asper, F.Beringheli, K.Biedenbach, A.Caminati, M.Chianese, A.Gagliano Candela, L.Galeotti, L.Gierut, L.Santoli, R.Sirotti,  P.Zerbini,  Recensioni sono comparse in vari  quotidiani, riviste d’arte e format televisivi.

E’ presente, sia pure con un curriculum lacunoso ed incompleto e con foto sbagliate, nel Dizionario degli Artisti Liguri (G.Beringheli, De Ferrari editore, Genova).

 

Graziella Menozzi Gemignani

Cell. 336 605648 Studio: Via G.Bertora 8/11, 16122 Genova

E mail g.mege@libero.it

Siti:www.graziellamenozzi.it     http://graziellamenozzi.spazioblog.it              

 
 

            

          

          

      

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quadri

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Critica e rassegna stampa

Graziella Menozzi Gemignani

 

 

 Segnalazioni e commenti critici

 

 

 ¡°La Repubblica¡± ¨C 18 -28 aprile 1998.

 

Germano Beringheli ¨C ¡°Il discorso sulle diverse forme del fare arte induce a riflettere in specie quando ci si incontra con opere ¡°non urlate¡±, che risuonano dei riverberi luminosi tratti dalle possibilit¨¤ sensibili ed emotive del colore, dalla collaborazione equilibrata nello spazio degli ingredienti strutturali. E¡¯ quel che accade al visitatore, appena accorto, che si trova di fronte alle opere di Graziella Menozzi esposte nelle sale dell¡¯ Associazione Silvio Sabatelli in Via Lomellini. Cos¨¬ soltanto, penso, si possono intendere le sue ¡°nature morte¡±, le cui immagini, filtrate dalla pressione sommossa del sentimento e nutrite di abilissimi accoglimenti tonali (per i quali ¨¨ evidente la lezione di Mario Chianese), suscitano la pacata realt¨¤ di natura. ¨C mostra presso L¡¯Associazione Silvio Sabatelli, Via Lomellini.

 

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¡°La Repubblica¡± – 11 giugno 2000.

 

Germano Beringheli ¨C ¡°Romantica, indotta dal magistero di Mario Chianese a motivazioni propriamente pittoriche (che sono struttrali dell¡¯ artista genovese impegnato in una visione sensale ed emotiva espressa oltre dall¡¯accoglimento interiore anche dalla padronanza dei mezzi stilistici) Graziella Menozzi giunge alla seconda personale. Di fatto espone al Centro d¡¯arte di Villa Gropallo e i suoi quadri laddove appaiono pi¨´ semplici spogliatoi di sovrastrutture per cos¨¬ dire ¡°letterarie¡± hanno immagini di trasparente frontalit¨¤. Se Chianese della Menozzi i riferimenti culturali assunti come sostanza conoscitiva fa a proposito di certi ¡°interni¡± della pittrice il nome di Cavaglieri il raccordo a mio parere ¨¨ per lo pi¨´ con l¡¯intimismo Nabis, alla Vuillard (le scene che fanno gli arredi protagonisti le superfici piatte, la ricerca cromatica tonale, ecc.). Non casualmente rispetto alla precedente personale sono evidenti sia la perseguita necessit¨¤ di rigore al di l¨¤ di ogni schema precostituito come il desiderio di dare alla superficie dipinta evocativamente una atmosfera. E a proposito si indica qui per i toni sottilmente tonali in minore il piccolo ¡°notturno¡± che sospende in una piazza la temperie sensibile.¡±

 

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¡°Il Secolo XIX ¡° – 4 maggio 2003

 

¡°Villa Croce:  L¡¯arte come scoperta del quotidiano; Incontro scontro tra parola e immagine¡± ¨C comunicato stampa.

 

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¡°Il Secolo XIX¡± – 17 ottobre 2000

 

Centro d¡¯Arte Liguria, Via Lomellini 1:

Giuliana Manganelli ¨C ¡°Loro sono i ¡°magnifici sette¡±¡­

 

 

 

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¡°Exibart.booksh¡± ¨C 23 giugno 2005

 

Annabella Capecchi – ¡°Graziella Menozzi, ¨¨ nata a Genova, dove ha conseguito la laurea in Psicologia ad indirizzo psicologico. Da sempre coltiva la sua inclinazione per l¡¯arte concentrando i suoi studi su pittura, disegno ed  incisione: attualmente ¨¨ laureanda presso l¡¯Accademia di Belle Arti di Genova. Ha partecipato ad esposizioni collettive in varie citt¨¤ italiane, ed ¨¨ dal 1998 che con cadenza annuale presenta delle personali in territorio ligure. Fine ArtS Cove ha il piacere di presentare le sue nature morte che mostrano un percorso ¡°narrativo¡± capace di rendere l¡¯osservatore partecipe dell¡¯istante creativo e libero di ascoltare le emozioni suscitate. Quest¡¯artista, la cui famiglia ¨¨ di origine toscana, ha dedicato a Firenze alcuni appunti pittorici raccolti negli angoli caratteristici, geometri cromatiche delle luci sui palazzi della citt¨¤¡±.

 

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¡°La Nazione¡±  – 10 giugno 2005.

 

¨C pagine a cura di Gloria Chiarini ¨C

Il nuovo spazio culturale di Palazzo Fossi Mellini ospita¡­le opere di Graziella Gemignani Menozzi, artista genovese, ma di origine toscana che a Firenze ha dedicato alcuni appunti pittorici raccolti in alcuni punti caratteristici, cogliendo luci e geometrie cromatici sui palazzi della citt¨¤. In galleria una quarantina di opere, tra cui numerose nature morte¡­.

 

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¡°Corriere Mercantile¡± ¨C 20 gennaio 2007

 

¡°Satura apre oggi la stagione artistica 2007¡± ¨C Aurelio Caminati ¨C ¡°Il viaggio che mi accingo a fare con lei e con la sua pittura ¨¨ spaziale. Lo spazio che crea per far vivere gli oggetti da lei scelti, oggetti fermi, nuclearmente fermi e nello stesso tempo vivi, compatti; presenze virtualmente accettate dalla creatrice di immagini e dal fruitore¡­troni, seggiole Luigi XVI, librerie, tavoli, pianoforte a coda che dialogano nel silenzio spaziale, creato e colorato¡­¡±

 

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¡°Secolo XIX¡± ¨C 20 gennaio 2007

 

Valentina Perasso ¡°Una bella storia¡± ¡°¡­..In mostra il lavoro appositamente realizzato per questa esposizione. Si tratta di grandi acrilici su tela che testimoniano l¡¯impegno e la professionalit¨¤ dell¡¯artista genovese. In catalogo, Aurelio Caminati, ne elogia le qualit¨¤ cono un bellissimo ricordo¡­.¡±

 

 

 

 

 

Presentazioni su cataloghi

 

 

¡°Addentrarsi nelle difficolt¨¤ di ¡°fare pittura¡± ¨¨ impresa ardua: l¡¯amore e il vivo interesse per quanto la sua storia ci ha insegnato esalta e intimorisce allo stesso tempo. Tuttavia la spinta attiva a tentare e manipolare a volte ¨¨ pi¨´ forte di ogni considerazione di opportunit¨¤, di vaglio critico; La creativit¨¤ non sempre si avvale di troppe razionali considerazioni: importante ¨¨ il fare e, pi¨´ ¨¨ convinto, pi¨´ ha ragione di essere. Le potenzialit¨¤ espressive proprie dell¡¯uomo sovente sono compresse per anni finch¨¦ un bel momento, come un fiume in piena trattenuto dagli argini, tracima ed invade terreni non propri.

Mi sembra che queste considerazioni si addicano al temperamento di Graziella che con lo stesso disincanto con cui dipinge ha l¡¯abitudine di interrogare le opere d¡¯arte dal vivo e la rara qualit¨¤ di cercare di capire senza lasciarsi troppo condizionare dalle ricette critico-mercantili.

Premesse per indicare come la sua pittura sia spontanea e diretta, si compiaccia di una materia pittorica fluente nell¡¯esaltare blu smaltati e bianchi lucenti: Elementi estetici che traggono pretesto da oggetti di uso comune accolti nella loro presenza dimessa ed espressiva.

Le opere raccolte in questa prima personale hanno il segno della perentoriet¨¤, di una volont¨¤ decisa in cui l¡¯autrice si rispecchia e cordialmente si mostra.

 

Prof. Mario Chianese

Artista e professore della cattedra di ¡°pittura¡± all¡¯ Accademia Ligustica di    Belle Arti di Genova:

18 aprile 1988

 

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¡°Graduare le tonalit¨¤ che fanno corpo di un oggetto, tonalit¨¤ che a loro volta diventano materia ¨¨ il metodo con cui Graziella Gemignani Menozzi ricostruisce le sue composizioni. A questa logica del suo fare si sovrappone la partecipazione affettuosa verso le cose che la circondano, ancor pi¨´ sollecitata dalle emozioni che i vari raccordi cromatici suscitano: una sedia, un trumeau, una lampada diventano colore, rivissuti ed accostati per comporre il gioco della pittura. Guardando i suoi interni non si pu¨° non pensare all¡¯opera pittorica di Mario Cavaglieri, che riusc¨¬ in modo straordinario a bloccare in un intarsio di cromie salotti, tende, tappeti degli anni ¡¯20, ¡¯30 fascinosi per le loro ridondanze decorative; la figura umana ¨¨ imprigionata entro quelle tarsie, cos¨¬ da creare un ¡°unicum¡± nella storia della pittura italiana del ¡®900.

 Cavaglieri ¨¨ stato sostegno nel procedere di Graziella, consapevole che i riferimenti culturali sono la vera scuola, la sostanza ed il punto di partenza della creativit¨¤ stessa e della propria personalit¨¤.

E¡¯ in quest¡¯area che il suo temperamento si esprime, sia nella resa oggettiva sia come pulsione espressiva e percettiva: il buffet marrone e oro su fondo bianco, gli arnesi della bottega del falegname, ogni cosa diventa motivazione pittorica che cerca equilibri e rapporti che costruiscono il quadro.

Il senso del colore non manca mai nel suo fare, la materia ricca le consente una resa immediata e convincente che la far¨¤ certamente proseguire, sempre rinnovata dall¡¯entusiasmo che la distingue.¡±

 

Prof.Mario Chianese

17 giugno 2000

 

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¡­¡°La natura morta domina corposa anche nei dipinti di Graziella Menozzi, i quali presentano gli oggetti quasi delineati dalla luce, che pare dialogare con il coltello, il pesce gallinella, il mazzo di anemoni, avvolgere i crani, o definire da dietro un gruppo di bottiglie verdi. Il colore ad olio diviene un fatto anche materico nei paesaggi, nei quali viene catturato l¡¯inesausto movimento del mare, l¡¯indagine si rivela quotidiana, sorprende angoli noti e li presenta in una veste nuova, come nella corte interna a Boccadasse, sia esso su tela, su compensato o su cartone, con un¡¯attenzione che richiama lezioni diverse.¡±¡­

 

Prof.a Alessandra Gagliano Candela

Critica d¡¯arte, professoressa alla cattedra di ¡°Storia dell¡¯arte moderna¡± presso l¡¯ Accademia di Belle Arti di Genova

8 maggio 1999

 

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¡­¡°Il modo di fare pittura per Graziella Menozzi ¨¨ certamente costruito con molta attenzione alla sostanza cromatica affidata ad una corposit¨¤ della materia pittorica che conferisce al suo lavoro una connotazione di ¡°vero¡± di cui si vestono i soggetti trattati.

C¡¯¨¨ un¡¯adesione alle cose che non ¨¨ descrizione, ma quasi un prisma dove la pasta del colore diviene soggetto essa stessa.

Atmosfere forti che ritrovano in angoli consueti per la sua osservazione delle cose che mai ¨¨ distratta ma anzi costantemente presente nel lavoro di Graziella Menozzi, nel suo fare pittura.

Mi pare che il dato comune di questa mostra sia il rigore quasi passionale che entrambi le pittrici mettono in campo con la stessa volont¨¤ di fare, pur con le positive differenze di espressione che per ciascuna rappresenta una strada che hanno imboccato con gioia ma senza compiacimenti.¡±

 

   Prof. Raimondo Sirotti

Pittore di livello internazionale. direttore dell¡¯Accademia di Belle Arti di Genova.

11 giugno 2003

 

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                        Innamorata dell¡¯arte e principalmente della pittura a tal punto che timidamente si immerse nella nuova avventura con entusiasmo e con purezza immacolata. Spazi¨° con disinvoltura nel territorio della creativit¨¤ e nello spazio immaginato cos¨¬ che voltandomi all¡¯improvviso colp¨¬ il mio sguardo un¡¯incisione rossa, intrigante, carica di emotivit¨¤ trasmittente come un video; ho capito la forza e la presenza della donna potentemente emotiva che vibra,  con il colore,  di calore umano e di amore per tutto ci¨° che prende in esame.

Il viaggio che mi accingo a fare con Lei e con la sua pittura ¨¨ spaziale. Lo spazio che crea per far vivere gli oggetti da Lei scelti, oggetti fermi, nuclearmente fermi e nello stesso tempo vivi, compatti; presenze virtualmente accettate dalla creatrice di immagini e dal fruitore.

Questi oggetti hanno peso specifico e peso morale. Troni, seggiole Luigi XVI, librerie, tavoli, pianoforti a coda che dialogano nel silenzio spaziale, creato e colorato, misteriosamente stagliati in un dialogo duro, determinato dal taglio trasversale delle code.

L¡¯uomo entra, furtivamente si siede al pianoforte ma non lo domina; ¨¨ dominato dal taglio affilato delle code del pianoforte, dalle lampade e dalla seggiola nera decorata e presente con ornamenti neri, che concedono all¡¯uomo di potersi per un attimo esibire. Ma poi torna la presenza forte e violentemente dura degli oggetti, del piano a coda, del quadro rosso, delle lampade, della prospettiva del pavimento e del misterioso oggetto rosso posato sul pianoforte.

Da modella per ¡°Il vaso di Pandora¡± a creatrice di spazi immaginati.¡±

 

Maestro Aurelio Caminati

Pittore di livello internazionale.

         7 febbraio 2007

                 

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Menozzi Gemignani Graziella

Pittrice

 

 

Ha compiuto studi di Psicologia e si ¨¨ laureata in Lettere, volgendo all¡¯insegnamento. Da anni dipinge ed attualmente frequenta i corsi istituzionali dell¡¯Accademia Ligustica. La sua pittura, soprattutto paesaggi, nature morte ed immagini di interni, ¨¨ affidata ad una sostanza materica nella quale il colore assume propriet¨¤ luministiche.

Dal 1998 espone in mostre collettive e personali; fra queste, dopo le prime del 1998 e del 1999 tenute all¡¯Associazione Silvio Sabatelli di Genova, si ricordano Galleria Villa Gropallo, Genova Nervi 2000; Centro d¡¯Arte Liguria, Genova 2003; La Galleria, Rapallo 2003 e 2004; Galleria San Donato, Genova 2004 e 2005; Galleria Fine Arts Cove, Firenze 2005.

 

Dal  Dizionario degli Artisti Liguri 

            De Ferrari Edit. 2006 (pagg.243 e 478)

 

 

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Graziella Menozzi approaches the every day object with a whimsical eye and a skillful hand in her vibrant and vivid paintings. Bridging backgrounds in psychology and art history, she takes on the still life object with a studied approach. Menozzi’s palette and technique are deeply reflective of the artists she cites among her influences, but the stylistic basis of her work  reaches far more broadly. Her figures recall the masters of the Florentine Renaissance and her color choices touch on the Impressionists. In some cases her subjects reflect an attention to English Pop Art, while still other works take on an abstracted quality with tones reminiscent of Rothko. Fusing a myriad of inspirations into vibrant experiments on canvas, Menozzi breathes new life into everyday objects in every work.

 

K.Biedenbach, ARTisSpectrum Magazine, New York,  2008

 

 

Not since Vincent van Gogh has a painting of a chair been wrought with as much feeling as in Graziella Menozzi’s work. Each still life is like a portrait of an individual, full of personality and emotion. Like people, there are many different types of chair. Some are regal and intricately designed, while others are functional yet simple. Menozzi captures the character of each chair not just through its unique design, but also through her interpretation of its style From her selection of the subject matter’s placement on the canvas to her subtle manipulation of the chair’s form, the artist determines whether the chair has a feeling of dominance or submissiveness, practicality or fancifulness. She renders a chair’s back, for example, as expressive as a person’s shoulders; some are proud, others are mournful.

Brilliant colors give a pop-art feel to Menozzi’s work. Orange is paired with red, blue with green, for eye-catching appeal. The colors and composition give the age-old supject matter new meaning.

 

Joyce Asper, Art Magazine, New York, 2008

 

 

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L’Arte che sogna nella sua dimora

 

La pittura di Graziella Menozzi Gemignani ¨¨ una pittura che sogna nella sua dimora. Specialmente quando dipinge gli interni con salotti borghesi finemente rappresentati, le raffinate nature morte, i pupazzi, gli oggetti, i pianoforti ed in particolare le sedie.

Le radici di questa pittura vanno ricercate negli studi che Graziella Menozzi, genovese, ha compiuto, prima all’Istituto di Psicologia dell’Universit¨¤, poi alla Facolt¨¤ di Pedagogia ad indirizzo Psicologico. Sono seguiti anni di insegnamento di materie letterarie nelle scuole statali, affiancati da un grande amore per la pittura tradizionale. Da oltre un decennio, avendo conseguito anche la laurea in Pittura all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, si dedica a tempo pieno alla ricerca artistica.

Dal 2006/2007 la Menozzi ha fatto s¨¬ che le sue tele, precedentemente trattate a cromatismi tonali, si caricassero nei contorni di energia elettrica. Sottili linee di pittura lucente delimitano ed elettrizzano le sedie, le figure ed i confini dei paesaggi, caricando il tutto di energia spirituale.

Assieme agli oggetti compaiono spesso le ombre, a volte colorate a volte no. Queste mettono in evidenza un certo dialogo fra gli eterni dualismi: il bianco ed il nero, il positivo ed il negativo, lo Ying e lo Yang, la luce e l’ombra.

Attraverso questo dualismo Graziella Menozzi fa convivere la pittura tonale con la pittura di superficie, di matrice psichedelic-pop. La pittura tonale, fatta di complementari, risalta la pittura elettrica e viceversa. Per mezzo di questo dialogo si evidenzia una convivenza di segni e simboli tra loro diversi.

In alcuni casi l’artista ha modificato il tradizionale supporto della tela con lastre radiografiche impressionate, con broccati, fogli d’oro o di argento, ecc. e questo dialogo, anzich¨¨ raffreddarsi, si ¨¨ rafforzato fluttuando nelle stanze della pittura di dechirichiana memoria.

Grazie ai suoi continui viaggi al di l¨¤ dell’oceano, alla tradizionale cultura italiana si ¨¨ affiancata una certa cultura americana, in particolar modo cinematografica.

Da qualche tempo all’equilibrio estetico si ¨¨ affiancato, come gi¨¤ detto, un flash elettrico dovuto all’indagine psicologica fatta di interrogativi e di ricerca.

 

Leonardo Santoli. Bologna, 18 settembre 2008. 

 

Leggere il mondo attraverso le diverse forme e posizioni della sedia (vuota). Da diversi anni Graziella Menozzi affronta quasi con testardaggine questo tema che mette in luce il nostro rapporto quotidiano con gli oggetti.

Il mutare degli stessi appartiene al nostro modo di viverli, di affidare loro il nostro giornaliero trascorrere della vita, che in Marcel Proust ero ¡°il compito di percepire la realt¨¤ con estrema fedelt¨¤ sia al mutamento della stessa, sia al continuo tramutarsi dell¡¯io che la rispecchia¡±.

La metamorfosi si deve, quindi, al nostro mutevole approccio con le cose che, senza dubbio,  cambiano forma e diventano significati di un pensiero legato all¡¯esistenza. Uno specchio, insomma. In questa mostra Graziella Menozzi volge il suo costruire sedie significanti verso il teatro.

Non vi ¨¨ per¨° invasione di campo verso la scenografia, ma l¡¯evidente obiettivo di proporre una chiave di lettura di testi, personaggi, autori che si possa esplorare fra queste sedie cos¨¬ uguali e, nello stesso tempo, cos¨¬ diverse.

Uguali perch¨¦ appartengono ad un¡¯unica visione simbolica del mondo, diverse perch¨¦ ognuna subisce e nello stesso tempo esalta una metamorfosi formale cha Graziella Menozzi conduce con grande coerenza e creativit¨¤.

 

Raimondo Sirotti, Genova aprile 2010

Una sedia, molte vite

 

In un notissimo quadro di Vincent van Gogh ¨¨ rappresentata la stanza dell¡¯artista. E¡¯ una stanza claustrofobica, nella quale gli oggetti sembrano dominare lo spazio: oltre al letto, ci sono due  sedie,  semplici come l¡¯ambiente che le ospita, colorato dei colori del sud, ma paiono dotate di vita propria. Come le sedie di Graziella Menozzi Gemignani, che con la loro solitaria presenza diventano metafora dell¡¯esistenza.

Dalle poltroncine antiche, i ¡°caregotti¡± della tradizione ligure, alle essenziali e trasparenti sedie di design, ogni sedia  apre una visuale inusitata sul mondo. Sola o in compagnia, su fondo verde o rosso, a volte ripresa in un ambiente che si indovina familiare, attrae verso di s¨¦, suggerisce una storia che lei sola potrebbe raccontare. Pu¨° essere una storia di teatro, Pirandello o Duerrenmatt, una suggestione da Baudelaire, Bukovski, Joyce, oppure una vicenda quotidiana nella quale l¡¯attore pu¨° essere chiunque.

E¡¯ una vera galleria quella che l¡¯artista propone, con una gamma cromatica decisa, dai colori accesi al limite della realt¨¤, dai tratti essenziali, nella quale molte esperienze artistiche sono state rivissute in una cifra personale, che offre emozioni sempre nuove. E¡¯ uno sguardo che imprigiona l¡¯attimo, uno scatto preciso, nitido, che cattura e conduce alla soglia del reale, maturo e sottile, ma sempre ricco di emozione. Come in un caleidoscopio,  rivive un intero paesaggio interiore.

 

Alessandra Gagliano Candela, Genova aprile 2010

 

 

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